Il mattino seguente abbiamo preso un autobus che ha percorso, in poco più di quattro ore, i 270 km di curve fino a Palenque, dove sorge un altro grande complesso Maya.
Appena scesi dal bus abbiamo subito trovato l’hotel giusto, a poche decine di metri dal terminal infatti l’Hotel Santa Elena ci ha dato una bella camera con TV per 275 pesos.

 

 

 

 

Nello stesso isolato, il Restaurante D’Osmani, che riempivamo completamente avendo solo tre tavoli, ci ha preparato ottimi piatti di pesce per una spesa totale, in nove persone, di circa 25 euro! Nei ristoranti messicani, viene offerta come bibita l’agua de fruta, cioè acqua allungata con spremute di frutta varia (arancia, ananas, melone ecc…) e l’agua de sandìa (cocomero) da D’Osmani era proprio buonissima.

 

 

 

Nel pomeriggio abbiamo preso una camioneta (un pick-up dove ci si siede nel cassone) e siamo andati a rinfrescarci alle cascate di Misol-Ha. Lì il fiume Chacamax si getta dopo un salto di 25 metri in un ampio specchio d’acqua dove ci si può tuffare per rinfrescarsi dal caldo umido della giungla.

 

 

 

 

La sera abbiamo fatto un giro nel paese dove abbiamo trovato una notevole concentrazione di turisti, ma d'altronde le rovine di Palenque sono molto famose e meta obbligata del turismo organizzato.
Noi ci siamo andati il mattino seguente di buon ora, percorrendo i sei chilometri di distanza dall’abitato con una camioneta che ci ha lasciato all’ingresso.

 

 

 

 

Mentre i templi di Teotihuacan ci hanno stupito per l’imponenza della piramide del sole, Palenque ci ha quasi commosso per la bellezza e la magia del luogo. Templi e palazzi sono immersi nella giungla da dove provengono continuamente le grida e i rumori degli animali; si cammina con passi ovattati sull’erba scoprendo scorci da cartolina ad ogni angolo.

 

 

 

 

La nostra visita è durata tutta la mattinata. Bisogna dire che anche noi piccoli abbiamo sempre fatto queste escursioni di buon grado e anche perchè abbiamo sempre trovato cose interessanti e divertenti, dalle scalate alle piramidi alla “caccia” ad insetti, farfalle ed iguane.

 

 

 

 

Nel pomeriggio, siamo andati a nuotare nel Rio Chacamax in un punto balneabile all’interno dell’Hotel Calinda Nututun, (entrata 30 pesos a persona). Nel tratto di pertinenza dell’albergo, il fiume fa un’ansa formando una grande piscina naturale con una cascatella sul lato dove prosegue poi il suo corso.

 

 

 

 

Lì abbiamo passato il pomeriggio prendendo il sole e facendo il bagno, scoprendo che le acque erano abitate da un tipo di pesci lunghi detti Cichlasoma una decina di centimetri, che si nutrivano di…carne umana! Questi lontani parenti dei piranhas, si riunivano intorno alle nostre gambe e se si stava immobili, dopo qualche secondo si avvicinavano dando piccoli morsi sulla pelle. Ovviamente non erano per nulla dolorosi, ma al primo impatto si resta un po’ sconcertati.