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| 1-giorno:
ore 4.30 la sveglia! (mamma dice di farmi dormire
ancora e di svegliarmi solo quando saremo pronti ad
uscire, ma non sa che sono ben sveglia ed emozionatissima
per la partenza All’arrivo in aeroporto
vado in esplorazione dello spazio bambini. Finalmente
alle 7:15 si decolla per Parigi. Abbiamo il nostro
bel da fare nel seguire le varie procedure di "transfer"
dall'aeroporto Charles De Gaulle ad Orly con tanto
di recupero dei bagagli e del fondamentale mio
passeggino. |
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La navetta della compagnia
aerea ci scarica ad Orly appena in tempo per le procedure
di check in (attenzione qui ti fanno consegnare il
passeggino subito… meno male che abbiamo con noi lo
zainetto!!). Rimaniamo piacevolmente colpiti dalla
cortesia del personale air france che imbarca per
primi noi bambini piccoli e da tempo alle famiglie
di “sistemarsi”. Viaggio ok faccio amicizia con Margot
che ha la mia età e pur non parlando ancora
ci capiamo benissimo (a proposito: per i francesi
è normalissimo viaggiare con i bambini piccoli
e piccolissimi). Alle ore 15:40, ora locale, atterriamo
a Guadalupa. |
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| I gentilissimi G.O.
Club Med sono lì ad aspettarci.
Percorriamo in pullman il tragitto dall'aeroporto
a St. Anne (21 Km circa). La struttura è veramente
bella e la spiaggia fantastica.
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2-3
giorno: verso le 6.30 di mattina mi sveglio
senza aver minimamente risentito del temuto jet leg,
e appena vedo il mare dalla finestra emetto un “Kah”
che vuol dire sveglia tutti e andiamo in spiaggia!
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| Papà
e mamma cercano inutilmente di spiegarmi che è
ancora presto, ma alle 7.30 siamo già a fare
colazione e poi subito in spiaggia “Le
Caravelle”. . La spiaggia, essendo molto grande,
è ripartita in aree più o meno definite.
Inizialmente è molto stretta e selvaggia per
poi allargarsi progressivamente fino ad uno slargo
dove vengono noleggiati i windsurf e i lettini. Poi
si raggiunge una punta che tocca quasi la barriera
corallina e dove solitamente si trovano i naturisti.
In fine, prima dell'ultima parte occupata dal Club
Med, si trova ancora un tratto di spiaggia dove poter
stendere il proprio telo tra le palme. |
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Dalla ns struttura
fortunatamente il centro del paese di St.Anne
(e soprattutto il mercatino artigianale che visiteremo
piu’ volte in questa settimana) è raggiungibile
a piedi. Si costeggia per un breve tratto la spiaggia
e poi la strada prima di arrivare al mercatino artigianale
e più avanti al mercato dei pescatori da dove
inizia un bellissimo marciapiede per la passeggiata
lungomare che conduce fino in centro. |
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4
giorno: oggi si visita l’isola! Insieme a Carlotta
e Camillo, due ragazzi conosciuti al ns arrivo, noleggiamo
un auto e decidiamo di iniziare la ns visita dalla
Route de la Traverseé
che permette di tagliare in due l'isola e arrivare
in breve tempo da Pointe a Pitre a Pointe Noire. A
circa metà percorso sosta al parcheggio da
dove parte un brevissimo sentiero per raggiungere
le Cascade aux Ecrevisses.
Dal mio zainetto mi godo il panorama e la frescura
del sentiero. |
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Il balzo delle acque
compie un dislivello modesto ma l'aspetto scenografico
del luogo è di una rara bellezza, inoltre,
queste cascate sono le più conosciute e le
più facilmente accessibili, infatti ogni anno
si contano circa 400.000 visitatori.
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| Ripartiamo attraversando il passo
delle deux Mamelles per raggiungere il parco
botanico e il piccolo zoo. Arrivati a Pointe Noire
proseguiamo per Deshaies
famosa per le sue spiagge tra le più belle
dell'arcipelago. |
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Prima sosta all'Anse
de la Perle dove ci si può rotolare
spinti da grandi onde ma senza alcun pericolo. Seconda
sosta: la Grand Anse. Una
striscia di sabbia bianca di circa otto chilometri
in una foresta di palme sotto le montagne dal verde
smeraldo. Semplicemente splendida… anche io la apprezzo
molto e trascorro una piacevolissima mezzora a giocare
con le onde |
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Proseguiamo quindi per Ste.
Rose in Basse Terre
dove si trova il Museo del Rhum. Eccoci di nuovo a
Pointe a Pitre.. e non abbiamo ancora pranzato.. per
fortuna avvistiamo un Mc Donald’s (alla faccia della
globalizzazione… però abbiamo proprio fame
e cominciamo ad esser stanchi). |
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Si prosegue per St.
Fracois ultimo centro abitato della costa meridionale
della Grande Terre,lo oltrepassiamo fino ad arrivare
a La Pointe des Chateaux
dove le rocce frastagliate dalle onde dell'Oceano
Atlantico ricordano la struttura di un castello in
un paesaggio che si fa sempre più secco. Saliamo
fino alla Croce e da qui il paesaggio è davvero
mozzafiato |
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| 5-6-giorno:
Ci riposiamo e ci godiamo il mare (in fondo siamo
qui per questo!!!) Mentre papà gioca a beach
volley, io decido che trascorrero tutto il mio tempo
in acqua con la mamma. Così messi i braccioli
cominciano le prove di tuffi e nuoto!! La spiaggia
è davvero splendida e si presta molto bene
a questo genere di prove poiché digrada dolcemente.
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7-giorno:
Questa mattina noleggiamo l’auto per visitare un po’
Grande Terre. Partiamo in direzione St. Fracois e
proseguiamo per Le Moule,
villaggio sulla costa Atlantica, la cui vita si concentra
attorno alla piazza vicino al mare dove i pescatori,
appena tornati, stanno ancora pulendo il pesce oppure
si riposano nei bar giocando a domino e bevendo rhum.
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Purtroppo appena scendiamo la Gendarmerie
ci mette in guardia e ci consiglia vivamente di far
sparire videocamera e macchina fotografica e ci sconsiglia
di visitare il mercato
che si sta svolgendo nella via laterale e dove ci
troviamo.. così diamo solo un’occhiata sommaria
e ripartiamo verso la Porte de l'Enfer.
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Appena fuori paese, in direzione
nord, c'è una bellissima insenatura con una
spiaggia riparata dalle onde dell'oceano. Percorriamo
la strada che costeggia il mare .. fino a la Porte
de l'Enfer che è un braccio d'acqua
blu che si infila tra due ripide pareti di roccia
divenendo sempre più chiara. Sarebbe l'ideale
per un bel bagno ma ormai è già tardi
e io preferisco un bel sonnellino. |
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Intanto i miei cari genitori
proseguono lungo la strada che si ricongiunge con
la statale che da Morne-à-l'Eau
porta a Pointe a Pitre. (non sembra ma le distanze
sono maggiori di quanto credevamo e in più
c’era molto traffico). Paesaggi contrastanti si alternano:
l’oceano con le sue onde lascia il posto a colline
coltivate e verdi, a paesini deliziosi, ad interminabili
distese di campi di canna da zucchero.
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Al mercatino di
Pointe a Pitre ci fermiamo per comprare un
po' di cose da portare a casa ad amici e parenti:
pacchetti di zucchero di canna, spezie e rhum e Planteur.
(io ho dormito tutto il tragitto e mi sono svegliata
giusto in tempo per il mercato. |
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8-giorno:
ultimo giorno. Nel pomeriggio dovremo prendere
il volo per Parigi, così dedichiamo alla spiaggia
solo le ore del mattino e dopo pranzo salutiamo i
fantastici g.o. e saliamo sul pullman che ci accompagna
fino all'aeroporto. Il viaggio di ritorno è
molto più faticoso dell’andata forse perché
non abbiamo nessuna voglia di ripartire da questo
paradiso. Al prossimo viaggio!!! Ah ho chiesto a mamma
dove vuole andare mi ha risposto “Kah!”
è la mia lingua ma non so cosa significhi ciaoooooooooo |
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