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Scopriamo la valle delle farfalle a Rodi

Si dice Grecia e subito si pensa al cielo azzurro, alle case bianche e al mare trasparente delle sue splendide isole: Rodi, fra queste, è una delle maggiori, la più grande dell’arcipelago Dodecaneso e la più orientale del Mar Egeo. Famosa anche per l’enorme statua del dio Helios, il celebre Colosso, una delle 7 meraviglie del mondo, e con il capoluogo medievale, che porta lo stesso nome dell’isola, considerato Patrimonio dell’Umanità. Rodi, come ci ricorda Wikipedia, ha vissuto anche un periodo italiano, conquistata nel maggio del 1912 con i trattati che posero fine alla guerra Italo-Turca insieme alle altre isole dell’arcipelago, sino al 1947, quando l’Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia, come riparazione per la Grande Guerra.

In questo scenario di straordinaria bellezza (per cercare un alloggio-vacanze, è possibile utilizzare Holidu, il sito con più di 10 milioni di sistemazioni ovunque nel mondo), oltre al mare e alle spiagge mozzafiato, si trova un paradiso di flora e fauna degno di un libro di fiabe, dal nome suggestivo almeno tanto quanto il paesaggio che offre: la Valle delle Farfalle, citata anche da Nicola Longo nel suo libro omonimo, edito da Koinè Nuove Edizioni, nel 2008.

Petaloùdes, l’incanto delle Farfalle

La Valle, che prende il nome appunto di Petaloùdes (“farfalle” in greco), si trova sul versante occidentale dell’isola, ed è conosciuta in tutta la Grecia ma anche all’estero, tanto che ogni anno, nei mesi estivi, è visitata da molti turisti, avvolti, all’interno del suo Parco incredibile, dalla magia di milioni di farfalle della specie Panaxia Quadripunctaria, o “Falena dell’edera”.

A circa 27 km dal capoluogo, La Valle si estende per circa 1 chilometro lungo il fiume Pelekanos, che irriga naturalmente una vegetazione ricchissima, costituita da cespugli di ogni tipo e alberi di pino, platani, lentisco e storace americano. Soprattutto, però, questo ambiente umido e protetto ha dato vita ad un ecosistema perfetto per l’evaporazione delle resine, che secondo i tanti naturalisti che hanno studiato il processo, sarebbero all’origine del proliferare della miriade di farfalle arancio e marrone, creando un habitat naturale per la loro procreazione, Si tratta di un vero e proprio fenomeno della natura analizzato da studiosi e appassionati di ogni dove, e che ha portato, dall’anno 2000, Petaloùdes a far parte della rete Natura 2000, un’organizzazione dell’Unione Europea per la protezione e conservazione di ambienti e specie, sia vegetali che animali, a rischio estinzione.

La moltitudine variopinta di farfalle si estende ovunque, dalle piccole rocce, sugli arbusti, le piante più alte, i ponticelli di legno che collegano le sponde dei ruscelli, i laghetti e le ripide stradine suggestive, creando effetti visivi e cromatici veramente unici, dando vita ad uno spettacolo indimenticabile, specie quando si alzano in volo in sciami compatti e colorati.

Periodo migliore per visitarla

Dall’ultima settimana di Giungo ai primi di Settembre: questo il periodo più indicato per visitare la Valle e godere appieno della sua magia. Infatti, dopo i primi giorni di settembre, il parco è comunque aperto, per indubbie bellissime passeggiate, ma le farfalle iniziano a scarseggiare e non è perciò possibile ritrovarsi in mezzo a loro ad ogni passo. Per entrare nell’area in cui si ritrova la massima concentrazione delle Petaloùdes, bisogna acquistare un biglietto, il cui prezzo è di 5 € (gratuito under 18 anni).

Per passeggiare immersi nella suggestione degli sciami variopinti, si stima, in tutto relax, con qualche pausa per godere di tanta bellezza, un tempo indicativo di due ore, ma bisogna anche considerare gli orari di apertura del parco, in quanto nelle prime ora del giorno le dolci Panaxia  riposano tra il verde o sulle rocce, sempre comunque lontane dal sole, in luoghi ombrosi ed umidi, mentre nelle ore più fresche volano in continuazione, cercando nutrimento, ma anche un compagno per riprodursi. La fascia di orario ideale è fra le 15.30 e le 18.00, ma in ogni caso gli orari sono i seguenti:

  • Luglio/Agosto: dalle 08.00 alle 19.00
  • Maggio/Giugno/Settembre: dalle 08.00 alle 18.000
  • Arile/Ottobre: dalle 08.00 alle 16.00
  • Chiuso da Novembre a Marzo

Purtroppo, questo ecosistema così delicato, a causa dei tanti turisti che ogni estate affollano la Valle (circa 700.000 persone all’anno), rischia di esaurirsi: per salvaguardarlo, la direzione del Parco sottopone i visitatori ad un regolamento piuttosto rigido. Infatti, è proibito battere le mani, fischiare, correre e parlare a voce alta, e, lungo il percorso, sono distribuite diverse telecamere che registrano, H24, tutto ciò che succede. Anche scattare foto è quasi impossibile, questa volta non per un divieto, ma per la scarsa luce naturale a causa della folta vegetazione, e del veto (questo sì!) di utilizzare il flash.

All’interno del parco si trovano anche negozietti di souvenir ed un ristorante, esercizi pubblici che, spesso, sono stati contrastati dagli studiosi, tanto da arrivare a proporre addirittura di chiudere la zona al pubblico, al fine di evitare che le farfalle, a lungo andare, decidano di dirigersi altrove a causa della rumorosa e, per questo, fastidiosa presenza dell’uomo.

Pur non avendo una particolare estensione, ma essendo dunque piuttosto intricata e con pochi spiragli di luce, si suggerisce di consultare una cartina del luogo, per un maggiore orientamento. Inoltre, per avere un’idea preventiva dell’incanto della Valle, su YouTube si può trovare qualche video di escursioni passate che, ancor più delle parole, rendono perfettamente la magia e la suggestione.

Come raggiungere la Valle delle Farfalle

Dalla città di Rodi: percorso percorribile in 35/40 minuti.
Prendere la strada costiera occidentale, ad ovest, verso i due villaggi di Kremasti e Paradeisi, nei pressi del sito archeologico di Camiros. Proseguire lungo la strada principale in direzione Theologos, ma prima di raggiungerla, girare a destra, dove la strada si inerpica, verso le zone di Damatria e Psinthos, sino a trovare le indicazioni delle due entrate alla Valle di Petaloùdes, una in cima al colle e l’altra in fondo. I percorsi possibili infatti, sono sia in salita che in discesa, fermo restando che, i più temerari, possono affrontarli entrambi! A monte e a valle sono disponibili due parcheggi, collegati fra loro da una comoda strada asfaltata. Per i meno avventurosi, si suggerisce di parcheggiare in basso, utilizzando poi il comodo trenino disponibile per raggiungere l’entrata a monte, scendendo a piedi attraverso la splendida escursione che, a quel punto, diventa anche più comoda e godibile.

Dalla città di Lindos, da cui dista poco meno di 60 km, (necessaria almeno 1 ora e 10/15’), imboccare la strada principale in direzione Rodi fino ad Ammoudes, girare a sinistra seguendo le stesse indicazioni per Damatria e Psinthos, continuando poi lo stesso percorso precedente.

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