SOS Pediatra: il pediatra attivo 24 ore su 24

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SOS Pediatra: il pediatra attivo 24 ore su 24

Febbre alta, otiti, virus intestinali e puntini su tutto il corpo. Quante volte vi è capitato in viaggio una malattia improvvisa, non grave ma preoccupante.

E allora via libera alla ricerca spasmodica della guardia medica o del pronto soccorso. Genitori disposti a tutto, anche a file interminabili e attese notturne. Festivi e vacanze sono i periodi più a rischio in cui trovare un pediatra è impresa assai difficile.

Però ora in aiuto di mamma e papà c’è Sospediatra, una nuova App (su Google Play e su Apple Store), il primo servizio in Europa che permette di avere il pediatra “in tasca”, a portata di smartphone grazie a un sistema avanzato di geo-localizzazione. Semplicemente un pediatra sempre a disposizione, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, a domicilio a prezzi calmierati.

Una soluzione per i genitori, ma anche per il Servizio sanitario nazionale. Più pediatri disponibili meno accessi al PS, più spazio alle urgenze vere. Grande rivoluzione se si pensa che nel 2016, il 67% sono stati accessi di codici bianchi. Per questo Sospediatra, inoltre, risponde a un allarme. I pediatri non bastano più. Troppo pochi. Da tempo la categoria denuncia l’emorragia. Infatti tenendo presente che 3630 pediatri specialisti andranno in pensione tra il 2015 e il 2020, la situazione di prospetta abbastanza grave, ma sottovalutata.

Secondo l’ Anaao (sindacato dei medici dirigenti) responsabile di questo lento e inesorabile declino è l’attuale sistema italiano delle scuole di specializzazione in medicina, che non garantirà – secondo gli esperti – un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro. Oggi, infatti, i posti resi disponibili per le scuole di specializzazione sono complessivamente circa 6.500 l’anno, ma secondo le stime ne sarebbero necessari almeno 8.500. A mancare nelle corsie – conclude – saranno a breve soprattutto pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi. Inoltre prendendo in considerazione che il massimale è di 800 assistiti più le deroghe, il 15% dei bambini nati in Italia già ora si trova senza pediatra di riferimento. E cioè, a rischio assistenza.

Da genitore spesso mi sono trovato davanti alla difficoltà di dover reperire un pediatra durante i festivi o fuori dai giorni di ricevimento del pediatra di famiglia. Confrontandomi con amici o conoscenti e analizzando la situazione italiana ho potuto appurare che il problema è diffuso in ogni territorio. Da qui l’idea di creare un App in grado di mettere in rapido collegamento genitori e pediatri capace, attraverso un sistema di geolocalizzazione, di evidenziare i medici disponibili nelle immediate vicinanze del piccolo paziente a cui lanciare un messaggio di aiuto…appunto il nostro SOS… e ricevere una visita a domicilio. Man mano che l’idea prendeva corpo abbiamo da subito ottenuto parere favorevole e appoggio da parte dei pediatri ma anche i genitori ci hanno sostenuto nell’iniziativa. Sospediatra nasce con lo scopo di migliorare le condizioni di cura dei piccoli pazienti, fortificare il rapporto medico/genitore, abbassare i ricorsi ai Pronto Soccorso, abbattere i costi e, soprattutto, abbattere le ansie dei genitori che troppo spesso non trovano alternative al ricorso agli ospedali”, racconta Alessandro Basso, Ceo & Founder dell’App.

Un progetto che non vuole mercificare il ruolo del pediatra ma migliorare le condizioni di cura dei pazienti. Perché potrebbe rappresentare un valido supporto non solo alle famiglie ma anche alla categoria medica. Per quanto riguarda le visite a domicilio, alle quali alcuni pediatri si oppongono, bisogna dire con chiarezza una cosa. Le visite a casa, quelle che un tempo si effettuavano senza esitazione, sono un bisogno dei pazienti, soprattutto sono obbligatorie in virtù del contratto dell’accordo nazionale sottoscritto dalla categoria nei confronti della tutela della Salute degli assistiti nonché un diritto.

Per questo già oggi numerosi pediatri hanno deciso di partecipare al progetto perché vogliono dotarsi di uno strumento per migliorare il rapporto nei confronti dei loro pazienti ma anche per mettere a disposizione la loro indiscussa professionalità nei confronti di tutti quei bambini che vertono in una situazione di difficoltà e per i quali i loro genitori sono costretti a ricorrere alle strutture ospedaliere aumentando di conseguenza la spesa pubblica sanitaria.

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