Viaggio di Jacopo nell’Isola di Corfù

Viaggio di Jacopo nell’Isola di Corfù

Corfu o Kerkira è una delle più belle isole ioniche, ricordata anche per essere stata l’ultima tappa di Ulisse prima del ritorno a Itaca. Anche noi volevamo navigare per un po’ di tempo senza la nostra regina e quindi lasciata la mamma a casa, io e il mio papà ci siamo aggregati ai cuginetti Alice ed Emiliano per una bella settimana di mare greco. Abbiamo prenotato una casina a Paleokastritsa tramite l’agenzia locale di Michalas Travel e visto che doveva essere una vacanza veloce e senza tanti stress la nave l’abbiamo presa a poche centinaia di metri da casa.

Quindi partiamo da Ancona con la grande nave Superfast, siamo i primi a salire e nell’attesa che si togliessero gli ormeggi ci facciamo un bel bagno in piscina con vista sul porto. La nave ci porterà ad Igoumenitsa, dove arriviamo la mattina successiva alla partenza dopo circa 13 ore di viaggio.

Sulla SuperFast non mancano i divertimenti e per tutta la serata passiamo dalla sala giochi alla sala videogiochi in una continua agitazione che impensierisce un po’ il mio papà che già rimpiange la mancanza della mamma, pensa che la sua presenza sia utile in questi momenti per frenare i miei istinti casinisti, ma non sa che non ci riuscerebbe nemmeno lei, è troppo bello qui per frenarsi.

La serata si chiude con una mia occupazione della stanza e dei letti dei miei cuginetti mentre il papà viene sbattuto sul ponte della nave per una bella nottata all’aria aperta.

La mattina seguente fresco come una rosa ci metto poco a mandare in tilt anche i miei cuginetti facendogli vedere una mia famosa performance: fare una colazione a base di patate fritte gustate assieme ad una deliziosa torta al cioccolato, un misto di dolce e salato strepitoso.

Arrivati ad Igoumenitsa ci aspettava una bella e inquietante sorpresa: per il piccolo trasferimento a Corfu ecco TATIANA una nave caretta che dentro sembrava una fumeria di oppio e fuori dalla ruggine che aveva non si capiva come facesse a stare a galla.

Comunque riusciamo ad arrivare sull’isola e nell’attesa che la nostra camera sia libera non perdiamo un minuto di tempo per inagurare la lunga serie di bagni. Maschera e pinne sono pronte e il cuginettone Emiliano è già a largo quindi via, pronti per l’immersione.

L’acqua è splendida, la sua trasparenza è incredibile e questo primo bagnetto mi rimette proprio al mondo.

Anche le prime spiagge che vediamo promettono proprio bene e sono sicuramente più belle di ogni più rosea aspettativa.

Ed eccoci finalmente nella casina di Michalas Travel a Palaeokastritsa (zona molto turistica ma tra le più belle dell’isola) dove non perdiamo tempo per occupare le nostre rispettive posizioni. Nella sequenza potete osservare:

* la mia stanchezza riposa sul letto
* la camera vuota dei miei cuginetti
* l’amaca piazzata subito da papà
* lo zio che rifornisce il frigo

Appena ripresi dal viaggio inizia la vorticosa visita delle spiagge di Palaeokastritsa: ce ne sono diverse e tutte molto belle e affolate, la mia prefertia diventa subito La grotta, dove c’è perfino un trampolino da dove eseguo uno sbilenco tuffo a bomba.

Se devo darvi un consiglio è preferibile raggiungere con dei taxi-boat le spiaggette raggiungibili solo via mare (tipo questa sulla foto) qui si ha il grande vantaggio di trovare meno affollamento e più lati selvaggi.

La sera ci lanciamo subito nella nostra prima abbuffata, naturalmente la sfida con il mio cuginone (poi soprannominato Magnas derivante dai cartoni animati Manga) è persa in partenza, ma almeno inizialmente cerco di stargli dietro. Poi alla fine l’unica cosa che riesco a mangiare in più del cuginone è il dolce locale, il Kataifi, fatto con mandorle sfilacciate e miele.

La cucina greca è comunque ottima e le nostre preferenze erano sopratutto per i suvlàkia (spiedini di carne), e per il zazzìki (Salsa di yoghurt), mentre i grandi preferivano o del pesce come l’octapòdi (polipo) oppure tanta carne in varie salse (dato che qui le specialità dei ristoranti sono sopratutto a base di carne, difatti il pesce è considerato il cibo di tutti i giorni mentre la carne il cibo delle feste) ed al mio papà sopratutto la moussaka (pasticcio di melenzane sempre con carne).

La mattina seguente si parte tutti per una gita a Agios Georgios Bay in una delle spiagge consigliate da Michalas, poco sopra Paleokastritsa ci si arriva percorrendo una strada panoramica mozzafiato per poi arrivare su una lunga spiaggia di sabbia fornita di tutti i tipici divertimenti o scocciature (a seconda dei punti di vista) balneari (moto d’acqua, banane e paracaduti trainati da motoscafi ecc..).

E dopo tanto movimento e tanti bei bagnetti un po’ di riposo nella nostra casina. Naturalmente il possesso dell’amaca spetta a noi piccoli e papà come al solito è costretto a migrare rimpiangendo sempre di più la mancanza della mamma. Nel frattempo studiavamo l’isola e si programmava il tragitto del giorno successivo. Di spiagge e cose da vedere ve ne erano tante ma a noi l’occhio era andato su una cosa in particolare e dopo una leggerissima insistenza (dato che lo zio, più bambino di noi, ci appoggiava incondizionatamente) abbiamo ottenuto di andarci il giorno dopo.

Il posto in questione era uno dei parchi acquatici più grandi d’Europa AQUALAND dove abbiamo passato un intera e splendida giornata al contrario del povero papà che alla fine non ne poteva proprio più di scivoli e onde finte e che voleva andare in spiaggia ma alla fine si è dovuto arrendere ai nostri gusti.

Per farlo riprendere abbiamo organizzato per il giorno successivo un bel giro in barca. Il tour consisteva in un giro completo delle bellezze della costa nei pressi di Palaeokastritsa dalla mattina al tardo pomeriggio.

Già l’inizio doveva esserci da monito dato che la sfortuna volle che l’unico giorno di tempo incerto l’abbimo preso proprio per fare il giro in barca, ma dopo adeguata copertura della zia si parte per questa avventura senza sapere cosa mi aspettava a Paradise Beach.

L’inizio è buono, me ne sto a prua godendomi un panorama stupendo e ogni tanto una misteriosa grotta con tanto di coralli viola che fuoriescono dalle pareti della roccia. Peccato il tempo coperto che ci priva del gioco di colori che potrebbe fare il mare.

Comunque nonostante la giornata non ci priviamo di un bagnetto con nuotata fino all’interno della grotta più grande per una esplorazione “tutta brividi” per il buio che ci aspetta e il mistero che ci accompagna.

Ma ecco il misfatto che non mi aspettavo: ci fermiamo nella splendida Paradise Beach per un bagno e la pausa pranzo con tanto di polletto alla brace, ma ecco che ti arriva una grandissima APE che se la prende con il mio povero labbro indifeso. Penso che le mie urla siano risuanate fino alle sirene di Ulisse.

Per fortuna il labbro torna subito normale e il giorno seguente io e il mio papi noleggiamo uno scotter dal mitico SPIROS Bikes che senza la minima ricevuta ci noleggia un fenomenale mezzo di trasporto su due ruote.

Ci facciamo un bel giro nei dintorni passando tra boschi di enormi ulivi centenari dove si possono incontrare dei bellissimi asinelli, anche i paesini che andiamo a visitare sono i tipici posti da cartolina con le loro casette tutte bianche ma con porte e finestre coloratissime.

Ogni tanto ci fermavamo nelle piazze dei paesini con il loro pavimento tutto lastricato con marmi, dove io potevo scatenarmi in corse e scivolate da paura mentre il mio papi sorseggiava il tipico caffettino greco pieno di fondi, ma che secondo lui era ottimo e ricaricante.

Io naturalmente continuavo a preferire dei coni gelato a quelle brodaglie nere al caffe e rilassandomi tra una baia e l’altra mi gustavo questo giretto con il mio papà.

Ogni tanto la limpidezza delle acque ci richiamava a fare un bel bagno anche per riprenderci dal caldo asfisiante di questa estate interminabile.

Oltre alle bellissime escursioni in scotter, ci siamo permessi anche un giorno di noleggio auto per fare un giro più ampio dell’isola.

La prima tappa è stata la tanto decantata spiaggia di AGIOS GORDIS (pochi km più a sud della nostra casa) , ma devo dire che è si carina e ampia ma molto al di sotto delle spiagge di Paleokastritsa.

Le nostre soste erano spesso rivolte ai baracchini che si incontravano per strada e che vendevano del buonissimo miele (prodotto anche dall’ape che aveva assassinato il mio labbro) e altri prodotti tipici di questa terra come il vino, le mandorle, l’olio e le olive addentrandosi nell’isola era facile incontrare le vecchine in groppa agli asinelli con le loro fascine di legno e i prodotti della terra.

Continuando il giro da sud siamo risaliti al centro dell’isola fino a Corfù città dove imperdibile è una visita ad una delle icone del posto la chiesetta vicino all’isola dei Topi, poi mentre i nostri cuginetti sono andati in visita alla casa di Sissi (una delle residenze della fiabesca principessa d’Austria) noi ci siamo rilassati nel Canale dell’amore di Sidari al nord dell’isola nell’attesa di andare a vedere il tramonto dalla punta più estrema dell’isola ma ecco arrivare i piccioncini zietti che dopo la visita alla villa di Sissi si concedono anche loro una pausa nel Canale dell’amor ed eccoci a Peroulades (vicino a Sidari) dove tra scogliere e lingue di spiagge stupende ci sediamo per assistere ad uno dei più bei spettacoli che la natura ci dà e che in questi luoghi splendidi risaltano ancora meglio.

Il tramonto sul mare.

Un altro luogo dell’isola dove questo spettacolo non è da perdere è a Pelekas sopra la bellissima spiaggia di Glifada (dove le onde sembrano enormi bolle d’acqua), qui c’è un belvedere da dove si può ammirare l’isola da costa a costa e dei tramonti meravigliosi.

Sulla strada del ritorno una visitina ad una chiesa ortodossa dove abbiamo approfittato delle grandi sedie per riposare i nostri piedini (o piedoni) stanchi prima della grande mangiata serale (ricordate i magnas).

Finita la cena ci concedevamo anche dei balli tipici dove io venivo sollevato da terra dal mio cuginetto rinvigorito dall’abbondate pasto

La passeggiata finale nella veneziana città di Kerkira mi permette di farmi un giro nei tantissimi mercatini e di prendermi il regalo finale un bel Bley Blade per giocare nella piazza della città tra archi e piccioni.

Un ultimo tuffo prima di partire in una spiaggia vicino al castello della città e tanti ciao e arrivederci ad un isola che mi è piaciuta tantissimo. Un salutino anche in greco

Iàssu = Ciao
Kalimèra = Buon giorno
Kalispèra = Buona Sera
Link Utili:

  • corfuonline
  • greekislands

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