Viaggio di Ginevra a Dubai

Viaggio di Ginevra a Dubai

Roma -Dubai 25 dicembre-10 gennaio 2001

Ciao, sono Ginevra, quattordici mesi e sto accompagnando mamma e papà a Dubai, negli Emirati Arabi a trovare zia Liz, un’amica inglese di cui mamma parla sempre e che non vedo l’ora di conoscere!!
Chissà se i miei genitori si comporteranno bene mi preoccupa un po’ il  loro pessimo inglese, per fortuna ci sono io che mi faccio capire da tutti!

Il volo da Roma delle 14.45 Olympic Airlines è strapieno e  un po’ scomodo, con scalo ad Atene. All’andata non ho un posto tutto mio ma in compenso faccio amicizia con una simpaticissima compagna di viaggio sulle cui ginocchia passo gran parte del volo (per la felicità di mamma).

L’aeroporto di Dubai è enorme e percorro chilometri assonnata in braccio alla mia mamma prima di raggiungere il mio agognato passeggino alla riconsegna bagagli.
Però poi sono velocissimi nel controllare passaporti e visti, a noi ce li controlla un ragazza sorridente quasi completamente in nero, sorrido anch’io, un po’ intimidita..

Per fortuna zia Liz è venuta all’aeroporto, ci siamo  subito simpatiche!  Scopriamo che lei abita in un altro emirato, Sharjah, ad otto chilometri da Dubai, pochi minuti in taxi, così dopo una breve passeggiata lungo i viali, passiamo la giornata a casa sua a schiacciare il meritato pisolino in attesa di abituarci al nuovo fuso orario (+ 3h)!

Casa di zia Liz è enorme, in uno dei piani inferiori  ha persino la sauna, la piscina e la palestra (subito apprezzata da papà) ed è in uno dei più bei palazzi di Sharjah, proprio di fronte alla laguna Corniche attorno alla quale si sviluppa il centro della città.

Mamma nota subito lo skyline veramente occidentale, pieno di palazzi e grattacieli dalle  forme postmoderne quasi un po’ kitch, ma a me tutti questi vetri e colonnone di metallo che cambiano colore all’imbrunire piacciono tanto.

La sera finalmente partiamo alla conquista della città che è tutta in festa per la fine del Ramadan, dopo aver visitato il souk dei tappeti e dell’oro capitiamo in una specie di sagra paesana con tante bancarelle, mercatino, pesche e tiro ai barattoli (il mio babbo è bravissimo). Tanta roba da mangiare perché è l’ultima notte che si deve mangiare solo dopo il calare del sole.

I giorni seguenti avremo modo di conoscere la città di giorno, che è pulita e tranquillissima, non fosse che per i taxi che cercano di richiamare appena possibile la nostra attenzione e per i tanti lavori di edilizia in corso, la prima zona da visitare, secondo il programma di mamma è quella dei musei, la Heritage area di qui che comprende un museo con la storia della città, vecchia di 5000 anni, un museo archeologico con tanti interessanti filmati e un museo d’arte.

L’ultimo dell’anno  visitiamo il Desert Park, qualche chilometro ad est della città, che è uno zoo molto ben organizzato con tutti gli animali del deserto, alcuni in semilibertà, a me piace tanto il ghepardo ma lui non mi fila per niente.

Riscuoto un certo successo personale, perché tutti gli asiatici  vogliono  farsi una foto con me e continuo a passare di mano in mano come una piccola celebrità, …mamma, aiutooooooo!

Un’ altra attrazione da non perdere di Sharjah sono i parchi, che si riempiono specie il venerdì, che qui è giorno di festa, bisogna stare attenti ai giorni perché in alcuni possono entrare solo donne e bambini! Noi visitiamo quello più vicino, Al Jazeira Park proprio il primo dell’anno ed assistiamo allo sciamare di gruppi di razze e vestiti diversissimi un vero spettacolo: qui si trovano asiatici di quasi tutti i paesi, arabi dai diversi modi di vestirsi, europei, giapponesi  ed americani,  si vai dal vestito nero integrale (non si vedono nemmeno gli occhi) ai calzoncini corti di chi è in vacanza!
Io faccio un bel volo con una canoa vera sull’acqua (in braccio a mamma) e un bel giro in trenino.

Anche Green Belt Park è da vedere per le belle fontane e i giochi e tanta gente che corre, ma soprattutto, qualche giorno dopo il nostro arrivo
conosciamo Al Mamzar beach park, lungo la strada verso Dubai, che è una penisola di 90  ettari  con 4 spiaggie , chioschi e prati curatissimi (dovunque c’è una capillare irrigazione) con aree in cui spesso fanno barbecue, mamma e babbo  invece si arrostiscono al sole, riparati dalle palme!

Ci sono giorni in cui allarghiamo i nostri orizzonti fino a Dubai: la prima volta visitiamo Crekside park all’ ingresso di Dubai, lungo il fiume che l’attraversa, anche qui si pagano circa 3000 lire per entrare, si può andare in funivia lungo  i circa 2 km e mezzo  di fiume a vedere dall’alto lo skyline incredibile della città.

Il secondo appuntamento è con il museo di Dubai, che è un forte che prima difendeva la città dagli attacchi dal mare, adesso ospita oggetti datati fino a 4000 anni fa: ma il bello è come sono disposti, ci sono tutti i tipi di antichi mercanti, pescatori di perle, tende beduine, il deserto di notte con un osservatorio per le stelle,la scuola cranica,  il tutto ricostruito come dal vero con suoni e filmati.ma quello che più mi diverte è  un cammello a cui tirare la coda e toccare l’acqua del falaj, l’antico sistema di irrigazione.

Usciti, ci siamo avventurati  nel vecchio souk tessile, con tanti colori e tessuti fino alle rive del fiume dove mi diverte il via vai di barche colorate anch’esse da una riva all’altra ,

siccome mamma è incuriosita da un quartiere che il suo solito fiuto rivelerà essere un interessante ricostruzione delle tradizionali case di Dubai, ormai quasi scomparse, scopriamo lì anche un vero accampamento beduino con cammelli, case di pescatori e negozi d’artigianato, il posto si chiama Heritage Diving Village scopriamo che una delle case visitate , che ospitava una mostra di foto d’epoca era proprio quella dello  sceicco Skeik Saeed Al Maktouini gran regnante del momento !

La sera è scesa e la passeggiata lungo il fiume è così bella che salto il sonnellino, allora i miei intraprendenti genitori decidono di ritornare con
un autobus locale, pieno di uomini che salgono seri e dopo un po’ mi sorridono tutti!

La terza puntata a Dubai è più contemporanea: visitiamo infatti le due torri gemelle Twin Tours che dominano la città, una ospita uffici l’altra un hotel di 41 piani, sotto un centro commerciale, noi saliamo fino all’ultimo piano con un ascensore in vetro completamente aperto sulla facciata anch’essa in vetro ..i miei genitori sono proprio dei paurosoni! A me è venuta fame e faccio spuntino  di fronte al fontanone  tra le due torri dove troviamo anche una bella altalena.

Ma il massimo del nostro raggio d’azione lo raggiungiamo quando noleggiamo un’auto per attraversare il paese fino alla costa est sull’oceano Indiano (attenzione le auto hanno tutte il cambio automatico!): è così che conosciamo Hatta, a 100 km da Dubai, da cui si può andare in Oman senza visto.

Per raggiungerla attraversiamo un po’ il deserto e posso considerare che le dune sono rosse e non gialle! Queste però non sono deserte ma popolate da fuoristrada e moto a quattro ruote che si esercitano nello sport qui più popolare.

E’ una zona di sorgenti, si imbottiglia ottima acqua minerale,ci sono cascate e c’è un diga di 50 metri costruita nell’89 e non mancano dei bei bagnetti termali..

Tutta la zona a nord di Fujairah  è bella, con le montagne quasi a picco  ed altri isolotti. Poi con a nostra macchinina arriviamo dappertutto.

La città principale della costa est è Fujairah con un lungomare come al solito sovradimensionato (specie per noi italiani abituati a sgomitare, dice babbo) e scegliamo una spiaggia più a nord dove c’è la barriere corallina, si chiama Sandy beach e di fronte ha Snoopy Island una piccola isola dove fare snorkeling, mamma non si fa pregare e vede pescioni coloratissimi e alla fine anche uno squalo, piccolo e inoffensivo, dicono.

Nel frattempo io non perdo tempo a fare i miei giochi di spiaggia anche se alla fine rischio di rimanere seppellita nella sabbia.

Salutiamo il mare e ci dirigiamo a sud a Kalba perché all’estuario del fiume c’è una riserva con le originali mangrovie  e tantissimi uccelli, io aiuto mamma a raccogliere conchiglie e poi ci godiamo il mercato locale del pesce, abbondante e svariato.alla fine compriamo per cena, indovinate un po’? proprio un pescecane!

In questi giorni ci fermiamo a mangiare nei ristoranti lungo la strada, i miei hanno scoperto che ci sono family room, ovvero piccole stanze chiuse dove io posso scorazzare libera e loro mangiare in pace. Devo dire che il riso, accompagnato da agnello, pollo o pesce,  non è proprio male e alla fine lascio la mia pappona intatta per mangiare con loro!!

Qui a tavola finisce il mio racconto.il resto è viaggio di ritorno (per finire piccola visita all’Acropoli di Atene!), e tanti salutoni con la zia Liz, che dice di avere già nostalgia di me , nonostante le abbia  un bel  po’ saccheggiato l’appartamento!!

Siti Utili all’organizzazione del viaggio:

  • Emirates
  • Dubai all links

Clima: da aprile a novembre la temperatura diurna raggiunge facilmente i 40 gradi, con un tasso di umidità altissimo. Il periodo migliore per andarci è quello che va da novembre a fine aprile perchè le temperature sono estive ma non torride.

Documenti: Passaporto valido almeno per due mesi dalla data d’ ingresso e visto d’ingresso.

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