Racconto del Viaggio di Ginevra in Slovenia e Croazia

Racconto del Viaggio di Ginevra in Slovenia e Croazia

Questa Pasqua ho accompagnato mamma e papà in un breve viaggio che ha avuto il pregio di unire l’utile al dilettevole: i primi giorni a rilassarsi alle Terme in Slovenia e gli altri a scorazzare per le isole di Cherso e Lussino in Croazia. Tutto è iniziato quando mamma in quattro e quattrotto ha comprato un “pacchetto benessere” sul sito lastminutetour.

Il pacchetto prevedeva un soggiorno all’hotel Kristal a mezza pensione in Slovenia, alle terme di Dolenjske Toplice , tra Lubiana e Zagabria. La località fa parte del comprensorio termale del fiume Krka, con uno stile leggermente ”fin de siècle” mitteleuropeo (stanza della pappa : mamma, è grandeeee quetto ‘ampadario!!!..)

La mia sala giochi erano le  tre piscine interne con acqua termale a 36°C (due sono all’esterno ma è meglio andarci ad inizio o fine estate), dove sguazzare senza sentire mai freddo, ma soprattutto ci ha conquistato la gentilezza e …pazienza, con cui i bambini (io) sono trattati: nonostante ovvie difficoltà linguistiche, hanno sempre assecondato il mio imperversare per le piscine!

Dolenjske Toplice si trova nella valle del fiume Krka, sotto i versanti ricoperti di boschi del Koèevski Rog. La gente del luogo usa denominare questa valle carsica con il nome di Toplika (termale), facendo in tal modo riferimento alla ricchezza, che oltre ad un paesaggio meraviglioso e ad un’estate prealpina mite, la natura ha loro donato. Il nome delle sorgenti termali ha il suo senso, perché si chiamano le sorgenti della vita.

Come al solito non potevano non accompagnarci le onnipresenti biciclette, caricate sul portapacchi e ambedue dotate di seggiolino per me, si, perché mi piace farmi scarrozzare un po’ a turno! Per l’occasione avevamo individuato una serie di percorsi ciclabili attraverso la bella campagna slovena è importante cercare di usarli perché le strade normali sono si poco frequentate ma molto strette e percorse ad alte velocità, inoltre, grazie alle ciclabili, si possono attraversare boschi, corsi d’acqua, prati e paesini quasi disabitati!

La Croazia

Ci aveva dato un po’ da pensare, a torto, il clima, che si è poi rivelato molto più mite che in Italia a dispetto del carico di maglioni che infarcivano le nostre valigie. Valigie che abbiamo dovuto rifare il primo di aprile alla volta di Brestova, poco a ovest di Rieka (Fiume), da dove nel tardo pomeriggio ci siamo imbarcati per l’isola di Cres (l’ex veneziana Cherso). Non possiamo stare lontani dal mare per molto tempo, quindi una visita ad un isola croata è quello che ci vuole.

Quello che affascinava mamma era la natura aspra dell’isola, poco contaminata ancora dal turismo: e il tramonto che ci ha accolto, dopo la rapida e agevole traversata, è stato veramente da ricordare, in alto pietre, ginepri,ulivi, lecci e belare di pecore, in basso insenature limpidissime che si tingevano di rosso (…ma siamo sicuri che è lo stesso mare da cui siamo partiti? E si, pensare che casa nostra è proprio qui di fronte…sembra strano).

Ci impensieriva però il non aver prenotato nulla e il fatto di non aver cambiato la moneta slovena con quella croata, questa storia del cambio è stata la vera nota dolente del viaggio, abbiamo brillantemente risolto tutto rivolgendoci all’efficiente ufficio turistico della città di Cres, aperto provvidenzialmente fino alle 21, che ci ha indicato un’affittacamere poco distante, con un inaspettato buon ristorante accanto.

La mattina successiva partiamo alla scoperta dell’isola a sud e visitiamo anzitutto Lubenice,  un antico paesino a strapiombo (378 m) su una spiaggetta incantevole: chiediamo informazioni ai pochi e anziani abitanti locali (che abbiamo subito capito parlano uno stupefacente e gentilissimo veneziano) e alla fine desistiamo dal discendere, soprattutto per non dover risalire con me in spalla.

Sempre a Lubenice notiamo la presenza affascinate sopra la rupe scoscesa di alcuni rapaci che all’inizio chiamano aquile, poi grifoni , noi scientificamente concludiamo trattarsi di avvoltoi fulvi…io nel frattempo trovo modo di fare amicizia con ben più pacifiche galline isolane!
Subito dopo è la volta di Valun (foto sotto), per vedere le scritte glagolitiche (antica lingua croata)…e il lungomare da cui ci ripromettiamo di goderci il sole fra qualche mese.

Una sosta merita anche Ossero, in epoca veneziana il principale centro dell’isola e canale di transito dall’Adriatico alla Dalmazia: un piccolo ponte infatti congiunge in questo punto l’isola a quella di Lussino, più verde, dalla temperatura così mite che ci assicurano ci sia sole per 360 giorni all’anno e dalla nota aria balsamica, essendo stata rimboscata a fine ‘800 con pini d’Aleppo.

E’ qui che mi risveglio dal riposino e non resisto alla tentazione di immergere i piedi in acqua.. poi scopro com’è divertente lanciare sassi in acqua e non ne voglio sapere di proseguire.
Va bè, alla fine mi lascio convincere e concludiamo l’esplorazione a Malj e Velj (che significano grande e piccola) Lusinj, congiunte da una passeggiata marina di circa tre quarti d’ora raccomandata evidentemente ai bimbi visto che ne trovo un gran numero in passeggini.

Incantevoli paesini un po’ più affollati e turistici ma buoni per una sosta finalizzata alla pappa (il pesce fritto non manca mai). in compagnia di tanti nuovi amichetti.

La mattina dopo, prima di partire, ci concediamo una rilassante pedalata sulle piste ciclabili di Cherso, che ci piace sempre più per la sua aria un po’ austera e tranquilla, ammiriamo ancora qualche baia desolata in una mattina dal clima quasi estivo profumata di salvia e di timo e mestamente, in silenzio ripartiamo…sennonché…

Sennonché, prima di ripartire decidiamo di non farci sfuggire nemmeno il paesino e la spiaggia di Beli (l’ex Caisole), l’unico sulla costa est, la più appartata: da qui partono sentieri e intraprendenti comitive (ne incontriamo una numerosa) per effettuare trekking nel nord dell’isola, sul monte Sis (650 m). E’ da qui che decidiamo di salutare Ciaoooo Cherso…………Ciao Croazia……..

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