Genova vista da Jacopo

Genova vista da Jacopo

Città di mare come la mia città è stata per me una piacevolissima sorpresa, bella bellissima e a misura di bambino come poche in Italia.
Il porto, i suoi carrugi, il mare e la campagna subito sopra la città sono da scoprire piano piano, ma al suo interno vi sono anche tante cose che la trasformano in una città parco-giochi per la gioia di noi bambini.

Arrivati dopo un bel viaggetto in treno ci sistemiamo nel mitico B&B Bel-Fast, Antonio e Max il loro gatto MeMeo e la cagnolina Tilla ci sono rimasti nel cuore, splendidi.

Anche il B&B è carinissimo, ogni stanza il suo colore, comodissimo come posizione (la stazione e il centro storico sono praticamente li’ e Tilla, anche se all’inizio non finirà mai di abbaiare a quelli piccoli come me, diverrà presto la vostra beniamina di casa).

Le nostre passeggiate mattutine verso il centro storico partivano sempre dalla vicina Commenda di Prè grande rifugio per viaggiatori di tempi andati, per proseguire sulla caratteristica via Prè la casbah di Genova con i suoi odori e colori che ti fanno per un attimo attraversare l’intero pianeta.

Poi l’immancabile passaggio in via del Campo per vedere se riuscivo ad incontrare la bambina dagli occhi grandi di una canzone che mio papa’ ascoltava sempre (un saluto e un abbraccio al mitico De Andre’) , ma di lei nessuna traccia, ma il negozio-museo di Gianni Tassio è imperdibile. Dove la frase che mi rimarrà sempre in mente sara’: Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior. Quindi si procedeva a spasso per i tanti carrugi della bellissima Genova antica.

Finalmente si arriva al porto antico, qui sono tantissime le cose da fare e da vedere, finalmente un porto che non porta solo smog e confusione, ma vivibile e a misura d’uomo. Come i vecchi magazzini del cotone rimessi a nuovo e contenitori di svariati intrattenimenti Musei di tutti i tipi e spazi per giocare solo per noi bimbi, la vecchia marina punto di partenza per le escursioni in mare alla scoperta delle balene che passano nel golfo.

Impossibile resistere alla tentazione di vedere Genova dall’alto e quindi via di corsa sul Bigo, una volta usato per caricare e scaricare le navi ora è stato trasformato in un ascensore-giostra. Salire in un coso simile per vedere una città non l’avevo mai fatto, ma devo ammettere che mi sono divertito.

Da lassù mi ha incuriosito una grande palla di vetro sospesa nell’acqua e appena ridisceso in terra non ho perso l’occasione di visitare il suo interno. Piante e animali tropicali sono racchiusi in questa bolla di vetro chiamata Biosfera, certo che l’uomo quando ci si mette ne inventa una più del diavoletto.

Alla fine è arrivata la tanta attesa visita all’acquario, appena entrato mi sono lanciato verso la vasca dei delfini, meravigliosi. Grande come grandi erano i suoi abitanti era la vasca degli squali, delle ricciole e del pesce luna, poi mi sono messo a giocare con le foche e i pinguini, splendide le tartarughe e che sensazione toccare i rombi nella vasca tattile.

Anche se a dire il vero in certi momenti la gioia si trasformava in tristezza nel vedere tutti quei bei pesci in gabbia, mitigata un po’ dal giro del dietro le quinte dove il personale dell’acquario mostrandoci come funzionava un acquario, cercava anche di giustificare la necessità di avere queste strutture per facilitare lo studio su come fare per ridurre gli effetti dannosi che il nostro stile di vita porta al mondo marino.

In una città così a misura di bimbo non poteva mancare una Città dei Bambini, una struttura sullo stile della Citè des enfants di Parigi da me visitata qualche anno fa.
Interessante , divertente e istruttiva, ma a differenza della cugina francese, ho avuto il dispiacere di trovare molti dei suoi giochi non funzionanti (speriamo che provvedano al più presto dato che l’entrata non è proprio gratuita).

Nel vicino museo del mare, il Galata, continua il nostro viaggio all’interno del mondo marino dove il presente si mescola al passato dei primi marinai che solcavano gli oceani (per un attimo mi è parso di vedere la mia mamma dentro un oblò trasformarsi in sirena), divertente scorrazzare in una galea di tanti anni fa e affrontare le onde di Capo Horn…..per non parlare della corsa nel terrazzo panoramico.

Una passeggiata rilassante alla scoperta dei tesori di Genova tra le tante vie aristocratiche del centro storico, colme di storia e di tanti bei palazzi nobiliari, come quelli in Via Garibaldi. Anche una sbirciatina ai libri della elegantissima Galleria Mazzini non fa mai male. A proposito di libri un grazie grosso ad Antonio & Max per la bellissima e interessantissima guida di Genova per bambini che mi hanno regalato.

Per poi iniziare a pensare di soddisfare anche il pancino che brontola e per questo non c’è niente di meglio che una sosta in una delle tante osterie che ci sono nei vicoli. Noi tanto per tenerci alla tradizione non potevamo non far visita all Osteria da Maria dove il menù parla da solo e le persone che incontri nei tavoloni di questa osteria sono un polpettone di umanità vera. Da non perdere e grazie alla nonnina Maria per il libro che mi ha regalato e per i suoi mitici ravioli e il suo stoccafisso.

Altro base per pasti veloci era la friggitoria di Sottoripa, pesce fritto con patatine o polenta/panissa con baccalà erano eccezionali , per non parlare della farinata. Ma tanti sono i ristoranti e le osterie dove gustare con calma piatti tipici della cucina ligure, vi prego evitate i McDonald’s.

E non dimentichiamoci i dolci, a Genova sono tutti buoni, dal pan-dolce, alla torta-rosa, per non parlare della panera (favolosa quella della del Guarino alla Spianata Castelletto facilmente raggiungibile con un comodo ascensore da Piazza del Portello) e goduria delle godurie la Focaccia/Fugassa con nutella. C’è nè da ingrassare e leccarsi i baffi, basta assaggiare e lasciarsi andare alle cose buone della vita.

Favolosa la panna assaggiata nella cremeria Buonafede in via Luccoli, non conoscevamo la sua esistenza, ma mai potevamo capitare in luogo migliore, tantè che il titolare ci rimprovera dicendoci che a Genova la sua panna è una vera e propria “istituzione”, un po’ di fortuna aiuta sempre i golosi.

E dopo tanto mangiare niente di meglio che riprendere a passeggiare arrampicandosi su fino a Porta Soprana e dopo aver visto la finta casa di Cristoforo Colombo, (per me era spagnolo) ridiscendere tra i carrugi e gli ampi viali della Genova più moderna.

Un esperienza divertente è l’andare a scoprire la genova alta usando le tipiche funicolari che ci sono, Ideale e andare su con la Zecca-Righi per poi fare una bella passeggiata tra le campagne e le mucche con una vista stupenda che spazia dal mare alle Alpi e ridiscendere con la Granarolo-Principe.

Chissà che gigante abita in questa casa, a giudicare dalla maglietta stesa è più grosso di mio papà. Dal Palazzo Ducale a via San Lorenzo passando per Canneto Lungo e Canneto Corto ci si imbatte in un via vai di persone che vanno e vengono, vanno e vengono e non finiscono mai. C’è pure una bomba nella cattedrale di San Lorenzo che dicono per miracolo non sia esplosa durante il bombardamento inglese su Genova.

Ma il mare è nel cuore e d’obbligo era un salto a Boccadasse un borgo della Genova di levante che sembra un quadro con tutte le sue casine colorate attaccate l’una all’altra. Qui abbiamo pasteggiato nel ristorante Santachiara a base di trenette e gnocchi al pesto e fritto di pesce buonissimi, ma ho visto il mio papà che al momento di pagare il conto era un po’ sotto shock anche se poi giustificava il fatto dicendo che ne valeva la pena.

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