Francesco Racconta il suo Viaggio a Namibia

Francesco Racconta il suo Viaggio a Namibia

Quando al  mio papà, che fa il reporter di guerra, gli si è presentata l’occasione di una vacanza dalle forti emozioni non ci ha pensato due volte di farci provare una simile esperienza e devo dire che l’Africa ti da veramente dell’emozioni indimenticabili sia nel vivere una natura dai mille colori che nel contatto con popoli fino ad ora a me sconosciuti. Ma non preoccupatevi la Namibia è comunque uno dei paesi africani più adatti per una vacanza con tutta la famiglia.

Le case sono belle, le strade sono di livello europeo, le comunicazioni sono eccellenti, il cibo è sano, negozi e farmacia sono ben fornite, la criminalità è quasi sconosciuta, le condizioni igieniche sono ottimali ed è sufficiente qualche banale precauzione, il clima è gradevole tutto l’anno anche se sono da evitare i mesi della stagione delle piogge (Novembre-Aprile) soprattutto perché  in certe ben delimitate aree del paese è presente la malaria.

Atterriamo a Windhoek, la capitale, dove ci attende la nostra guida, subito vengo colpito dal miscuglio di razze (ovambo, herero, damara, kavango, nama, san, europei, sudafricani) presenti in questa piccola cittadina che sembra una borgata della Baviera (retaggio della colonizzazione tedesca durata fino al 1919), mia sorella Margherita fraternizza subito con una simpaticissima donna herero.

Con grande nostra sorpresa anche il cibo risente molto della cultura tedesca, le pasticcerie vendono krapfen e torte sacher, nelle stuben si beve birra e nei ristoranti servono salcicce con crauti e stinchi di maiale con patate, quindi il pericolo dieta è scongiurato.

La prima vera tappa del nostro viaggio è il parco nazionale di Etosha (il grande lago tranquillo), dopo un bagno nella piscina del nostro lodge si parte subito alla scoperta del settore orientale più umido e verdeggiante regno degli elefanti e dei rinoceronti che a me sembrano tanto stupidi perché cacciano via i leoni che sono bellissimi poi c’è la parte della savana, qui abbiamo visto zebre, giraffe, facoceri (quanto puzzano), gnu, bambi, manguste, ma quella che mi è piaciuta di più è la iena perché corre velocissima come un fulmine.

Anche se poi ho subito cambiato idea…… la iena è stupida perché ha cacciato via il leopardo che è bellissimo e difficilissimo da vedere

Poi mi sono piaciuti anche i serpenti, poverini speriamo che qualche volta vincano, sennò vanno in estinzione e a me piacciono tanto perché sono molto colorati.

Seconda tappa il Damaraland qui zebre, antilopi, struzzi, gazzelle vagano liberi negli alvei prosciugati dei torrenti, sono talmente liberi che ti trasmettono  un grande senso di libertà.

Terza tappa la più spettrale raggiungiamo la Skeleton Coast chiamata così perché le grigie dune della costa sono ricoperte di ossa di balene o molluschi vari portati a riva dal dalle onde dell’Oceano.

Per strada non mancano strani avvistamenti, ma quello che ci ha stregati è stato l’incontro con l’albero-fareta (Aloe dichotoma) e il suo intreccio di rami che i Boscimani utilizzavano come contenitori di frecce avvelenate.

Più a sud a Cape Cross osserviamo lo spettacolo della più estesa colonia al mondo di otarie e che a me hanno fatto inorridire per l’enorme numero di cadaveri di cuccioli (a causa della selezione naturale la mortalità dei piccoli è altissima) e per la puzza terrificante, mai più otarie.

Ma in serata ci rifacciamo nella splendida piscina del Swakopmund hotel, ex stazione ferroviaria dell’omonima cittadina, la più turistica del paese dove il mio papà si è anche esibito in una appassionante pesca agli squali.

E per finire in bellezza ceniamo a base di aragoste su un rimorchiatore trasformato in ristorante, delizioso  umhmhuhumhm….

L’ultima tappa è il deserto del Namib dove provo a scalare vertiginose dune, i miei fratelli sono partiti a razzo ma anch’io mi difendo, sono piccolo ma ce la devo fare l’esperienza di uno scivolo naturale e soffice come la sabbia non me la posso proprio perdere, allora via di corsaaaaa……..

Ridevano, ridevano e volevano fare surf sulle dune ma alla fine sia la mamma che il fratellone Tim e la sorellina Margherita si sono arresi alla fatica di fare salite durissime con le scarpe piene di sabbia.

Si ritorna a casa con ancora negli occhi gli splendidi tramonti che coloravano di rosso tutto il deserto, immense distese di sabbia che mi facevano sentire ancora più piccolo di quello che ero ma che allo stesso tempo mi dicevano ‘devi tornare’.

E torneremo sicuramente anche per rincontrare di nuovo tutti i miei piccoli nuovi amici dalla pelle nera e dal cuore d’oro

Ciao Africa mi manchi già

Notizie Utili:

* il visto turistico  all’aeroporto
* periodo migliore la nostra estate
* portare il costume ma anche un K-way
* meglio i pantaloni lunghi per proteggersi dal sole e dagli insetti
* nessuna vaccinazione è obbligatoria
* fuso orario uguale a noi con l’ora legale

Siti Utili:

Ringraziamenti:

  • A Francesco per il suo racconto
  • Al papà Giovanni ed alla mamma Gabriella per il servizio e per la gentile concessione di pubblicarlo
  • A Tim e a Margherita per la loro partecipazione
  • Alla rivista Gente Viaggi per il materiale e per averci fatto conoscere queste persone
  • All’Africa terra magica

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