Lanterna di Genova

Alla scoperta della Lanterna di Genova: il faro, il parco e il museo

Da sempre simbolo del capoluogo ligure, La Lanterna di Genova, di cui nel 2018 si celebra l’890° compleanno, è la costruzione che più di altre identifica la città, al pari della Mole Antonelliana per Torino o del Duomo per Milano.

Le Origini, la Storia, il Faro

Con i suoi 77 metri è ancora oggi il Faro più alto del Mediterraneo, in grado di illuminare sino a 50 km di distanza.

Pur non avendo una vera certezza sull’anno esatto in cui venne eretta (anche se il suo particolare Museo raccoglie molto materiale interessante per conoscere meglio le origini di questa torre elevatissima), la Lanterna, da secoli, è il punto di riferimento per i naviganti in arrivo a Genova da tutto il mondo.

Nasce, appunto, come faro di segnalazione ed anche per realizzare un avamposto fortificato fuori dalla città, in un luogo dove era ed è possibile controllare sia il mare che, retrostante, la via Aurelia.

Lanterna di GenovaLa leggenda narra di un avvenimento tragico, che coinvolge il suo progettista, gettato nel vuoto dalla cima per evitare che potesse duplicare una simile straordinaria costruzione in un qualsiasi altro luogo. La storia, invece, come prima notizia certa, ci rimanda a quello che è stato stabilito l’anno di decorrenza delle sue origini, il 1128, del quale si è trovata testimonianza in un decreto dei Consoli cittadini che stabiliva l’obbligo di turni di guardia per avvistare le navi all’orizzonte, a cura dei genovesi che abitavano vicino al Promontorio di San Benigno. Sulla sua cima venivano accesi falò, in modo da segnalare l’accesso al Porto ai naviganti, per entrare in città.

La sua effige, corredata dallo stemma comunale, sulla cui parte inferiore fu dipinto nel 1340, si ritrova in tutte le antiche mappe geografiche e su ogni carta nautica. La Lanterna si ergeva su una piccola collina che un tempo costituiva l’estrema diramazione dell’imponente promontorio, detto anche Capo di Faro, a ponente della città. Da qui si entrava in Genova, ed è esattamente, fra l’altro, il punto in cui Napoleone ricevette dal Doge le chiavi della città marinara. Ai nostri giorni, la Lanterna, seconda solo alla Torre di Hércules, di A Coruña, in Galizia, fra i fari funzionanti più antichi al mondo, si trova su quello che resta dell’antico promontorio, poiché i ripetuti ampliamenti della superficie destinata agli usi portuali, ne hanno arretrato, in maniera sempre più progressiva, la posizione rispetto all’acqua. Circondata da un ampio spiazzo e da vaste banchine, tra cui la Calata Sanità, che ha incorporato l’originario Molo Nuovo, attraverso numerosi interventi tra l’Ottocento e il Novecento, e superato felicemente il delicato momento in cui, visto il dominio dei radar, la Marina ha decretato di cessare il servizio di segnalazione attraverso i fari, tra il 1967 e il 1970 viene sottoposta ad un importante restauro, da parte del Genio Civile e della Soprintendenza ai beni architettonici, che le restituisce l’antico fascino e splendore.

La Passeggiata, il Parco, il Museo

Oggi la Lanterna è facilmente raggiungibile grazie a un percorso pedonale, o meglio, alla cosiddetta e famosa, fra i genovesi, “Passeggiata”, creata nel 2001, che conduce esattamente fino al suo ingresso e, con la sua luce, affacciata sul porto commerciale, continua a illuminare il mare di Genova, stagliandosi maestosa e mantenendo la definizione del capoluogo ligure “città all’ombra della Lanterna”.

La bella passeggiata è lunga circa 800 metri e, di fatto, crea una specie di terrazza affacciata sul Porto, senza dubbio molto suggestiva. Il percorso, che parte dal Terminal Traghetti, presenta una struttura in legno e acciaio, e si snoda in un’area Parco, lungo le mura seicentesche, una cinta di quasi 20 km, la più lunga d’Europa e, addirittura, seconda nel mondo soltanto alla Muraglia Cinese. Queste fortificazioni, oltre a racchiudere la Lanterna, avevano la funzione di difendere la Porta attraverso cui si accedeva da Ponente alla città. Al loro interno, si trova un mondo antico che rappresenta, sostanzialmente, la storia della città e del suo territorio, e che può essere considerato un vero e proprio Museo, ricco di fascino architettonico e storico, che comprende:

  • Quattro Sale dei “Fucilieri”
  • Una Galleria
  • Tre Sale dei “Cannoni”.

In realtà, il Museo è abbastanza “sui generis”, poiché non contiene arredi, ritrovamenti od oggetti, ma, potremmo dire, ripercorre la storia, fra testimonianze e racconti sulla città e la sua provincia, passando in rassegna il territorio, l’arte e la sua cultura, attraverso filmati e proiezioni di particolare atmosfera. Il visitatore vede scorrere, su parecchi schermi posizionati in tutto il percorso, di diverse dimensioni, ben nove ore di filmati ricchi di notizie, informazioni, curiosità, una sorta di immenso “spot pubblicitario”, volendolo rapportare alla realtà multimediale dei nostri giorni, per conoscere Genova e, in fondo, un po’ anche i genovesi. Peraltro, l’estrema varietà dei contenuti, consente di realizzare percorsi individuali per ogni ospite, e di raddoppiare o anche triplicare le visite, che non saranno mai l’una uguale all’altra, ma mirate al completamento dell’intera visione dell’opera. Nelle ultime sale dei cannoni, però, il luogo sembra riprendere un’identità più tradizionale, ospitando la Sezione dei Fari e Fanali, dove è facile farsi conquistare dal fascino di questi importanti riferimenti per la navigazione, di cui è possibile comprenderne il funzionamento, verificando il lento meccanismo di rotazione.

Naturalmente, la Passeggiata non è riservata soltanto ai visitatori della Lanterna, ma ha reso tutta l’area della Torre e del Parco circostante un luogo dove, genovesi e turisti, accedendo liberamente, con gli orari canonici dei parchi cittadini, (e a volte anche in notturna, in occasione di eventi particolari e di manifestazioni artistiche e culturali), possono godere del fascino della cultura antica di una delle Repubbliche Marinare più gloriose d’Italia. Costituisce altresì una sorta di terrazza di affaccio sul lavoro portuale, consentendo ai visitatori una visione ulteriore rispetto alle bellezze ed alla storia circostante, scorgendo attività che non tutti conoscono, supportati anche da una serie di leggii su cui sono posate notizie informative sui modi e le forme di sbarco e imbarco delle merci di ieri e di oggi.

Si consiglia, infine, di visitare l’area della Lanterna anche e soprattutto in occasione delle Giornate individuate per ricorrenze o iniziative nazionali ed internazionali, patrocinate dal Comitato Giovani della Commissione Italiana per l’UNESCO: in questi appuntamenti, infatti, la Lanterna viene illuminata con colori diversi, a seconda della celebrazione, attraverso un sofisticato sistema di light design che le permette di riaffermare il proprio predominante ruolo di simbolo di una città a volte sfortunata ma sempre meravigliosa.

Nessun Commento Disponibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *